Si avvicinano i giorni del ballottaggio ed i cittadini saranno chiamati a scegliere un Sindaco che, qualunque sia il risultato, non rappresenterà neanche la metà della popolazione. Il primo turno ha messo in evidenza una grande voglia di cambiamento e di partecipazione, al contrario di quanto spiegano i più arguti commentatori politici.
La voglia di cambiamento la leggo nei risultati personali ottenuti dai candidati percepiti come “nuovi” e meno compromessi con le trame di potere che da decenni si tessono in città: nel centrodestra questo cambiamento credo di averlo interpretato io mentre nel maggior partito della sinistra questa volontà di cambiamento credo sia stata interpretata da Gianni Ivaldi, ai margini della lobby di potere ed interessi che gestisce il Partito Democratico. Voglia di cambiamento che ha premiato anche altri due candidati giovani schierati a sinistra nella lista dei Moderati come Claudio Falleti e Paolo Marchelli, sicuramente estranei all’estabilishment della sinistra alessandrina ed ai poteri ad essa legati. Voglia di cambiamento che ancora leggo nel risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle che, se non altro, proponeva un’alternativa completamente estranea alle vecchie cordate di interessi facilmente individuabili in ogni altra “proposta” politica.
Nel risultato del Movimento 5 Stelle leggo anche una grande voglia di partecipazione e non, come direbbero gli arguti opinionisti a cui accennavo sopra, una manifestazione di antipolitica. L’antipolitica sono i faccendieri che orbitano intorno alla politica, gli affaristi che dalla politica cercano la tutela dei loro interessi privati, i prezzolati che stanno in politica come si sta al mercato in attesa dell’offerta migliore. L’espressione di un voto ad una lista che rappresenta qualcosa di “altro” rispetto all’offerta tradizionale dei partiti è desiderio di politica, è domanda di politica a cui i vecchi partiti e le loro vetuste classe dirigenti non sono state al momento in grado di rispondere. La voglia di partecipazione la vedo nel desiderio di coinvolgimento che mi hanno espresso molte delle persone incontrate in questa campagna elettorale, sfiduciate dalla possibilitá di contribuire a costruire una società migliore agendo all’interno dei partiti ma che non hanno ancora rinunciato alla speranza che qualcosa possa ancora cambiare, anche all’interno dei partiti.
Certo, c’è stata una forte astensione. A mio parere il modo più sbagliato per rispondere ad una realtá delle cose che non si condivide perchè, delegando ad altri la decisione di chi dovrà rappresentarci nelle istituzioni, si rafforza proprio coloro i quali si vorrebbe delegittimare con l’astensione e che, invece, aumentano solo il loro “peso relativo” proprio grazie al minor numero di votanti.
Tornando al ballottaggio, credo che vada prima di tutto e da parte di tutti presa una posizione di partecipazione alla scelta del Sindaco che dovrà guidare Alessandria. I risultati del primo turno già ci dicono che il futuro Sindaco rappresenterà solo una minoranza dei cittadini. Delegare la scelta di un “Sindaco di minoranza” alla minoranza dei cittadini è un’abdicazione pericolosissima da uno dei pochi poteri democratici ancora pienamente riconosciuto agli elettori.
Io andró a votare e voteró Fabbio perché credo sia in grado di fare ancora molto per Alessandria e, soprattutto, credo abbia fatto tesoro degli errori commessi ed abbia capito la necessità di cambiare la sua squadra di governo. Con Rita Rossa si consegnerebbe la città in mano ad una lobby di potere purtroppo ben identificabile che, come dimostrato solo parzialmente durante l’amministrazione Scagni, non puó promettere per questa città nulla di buono…
Guardando nel libro dei sogni io desidererei che i due candidati Sindaco, rendendosi conto della loro scarsa rappresentatività e della grave situazione in cui versa la città (condizionata ulteriormente dal grave quadro socio-economico in cui siamo inseriti), decidano di convergere verso poche finalità condivise dando inizio ad una fase di “governo di solidarietà comunale” in cui maggioranza ed opposizione mettano in campo le loro migliori risorse per fare fronte insieme alle emergenze da affrontare. Senza giochi delle parti, senza il teatrino della politica partitica, senza le contrattazioni di rendite personali. Il futuro Sindaco, chiunque fosse, dovrebbe scegliere la sua squadra di governo tra persone di comprovata preparazione, non riciclate da altre esperienze di governo (i Lai ed i Miraglia, per esempio, come i Trussi ed i Mazzoni, hanno già lavorato abbastanza per la nostra città ed è giusto che lascino spazio ad altre persone) e, preferibilmente, che siano legittimate dal voto (ma le deroghe, su questo punto, sono ammesse e vanno dettate dal buon senso). Vorrei vedere un membro di garanzia all’interno della futura Giunta, senza deleghe ed indicato dall’opposizione. Vorrei vedere un Presidente del Consiglio Comunale espressione dell’opposizione. Vorrei vedere un’opposizione che non abdica mai al confronto, un’opposizione propositiva ed una maggioranza ricettiva alle buone proposte della minoranza. Vorrei vedere un clima di solidarietà e collaborazione tra maggioranza ed opposizione che superi gli steccati ideologici e ponga le basi per scelte condivise a beneficio del bene comune. Vorrei vedere una convergenza di impegni da parte di tutti finalizzata ad includere nei processi decisionali pubblici piú importanti i cittadini, per tendere a quella democrazia partecipativa che è un obiettivo cardine del mio impegno politico: in una fase di contrazione della rappresentanza (meno consiglieri, abolizione delle circoscrizioni) credo che la risposta migliore possa essere la partecipazione. Su questo punto non mollo e sono aperto ad un’ampia e totale collaborazione con chiunque sia sinceramente interessato a dotare il Comune di Alessandria di strumenti di democrazia partecipativa!
Non mi dilungo oltre. Volevo prendere una posizione pubblicamente prima del turno di ballottaggio e l’ho fatto ora con questo intervento nel mio blog. Ci tenevo a condividere con i quattro lettori che seguono il mio blog queste poche riflessioni, rivolgendo al contempo un appello alla partecipazione al voto, qualunque sia la vostra preferenza. Avremo modo, nei prossimi mesi, di confrontarci piú approfonditamente sui temi che saranno all’ordine del giorno di volta in volta. Io cercheró di contribuire con il mio impegno e le mie idee alla buona amministrazione della città: con un ruolo di governo all’interno della futura giunta, se vincerà Piercarlo Fabbio; dai banchi dell’opposizione, se vincerà Rita Rossa. In ogni caso agiró con coraggio, impegno, trasparenza, onestà e ragionevolezza. Per il bene di Alessandria.







